• Avv. Edoardo Tamagnone

Le clausole di continuazione e consolidazione

Aggiornato il: 6 mar 2019

L'utilizzo degli strumenti societari per il passaggio generazionale




Il ricorso ad un veicolo societario per la gestione del passaggio generazionale può essere ulteriormente valorizzato con l'utilizzo delle clausole di continuazione o di consolidazione in caso di morte del socio.


“Con le clausole di continuazione i soci scelgono di continuare la società con gli eredi del socio deceduto mentre con le clausole di consolidazione si stabilisce che, in caso di morte di un socio di una società, la sua quota si accresca in proporzione ai soci superstiti.”


Infatti secondo le regole generali dettate dall'art. 2284 c.c., in caso di morte del socio si determina automaticamente lo scioglimento del rapporto fra tale socio e la società, con il conseguente obbligo, per i soci superstiti, di liquidare la quota del socio defunto ai suoi eredi nel termine di sei mesi. Tale termine ovviamente può essere ulteriormente dilazionato tramite un'apposita previsione statutaria.

In alternativa alla liquidazione della quota sociale, i soci possono decidere di sciogliere la società e di conseguenza gli eredi non hanno più il diritto di ottenere la liquidazione della quota entro sei mesi, dovendo attendere il compimento delle operazioni di liquidazione della società.



Come regolare il caso della morte del socio

I soci superstiti, pertanto, non sono tenuti a subire il subingresso in società degli eredi del defunto.

Tuttavia i soci superstiti possono decidere di continuare la società con gli eredi del socio defunto. In questo caso, però, è necessario sia il consenso di tutti i soci superstiti, sia il consenso degli eredi.

Per evitare di essere sottoposti alla disciplina legale è fondamentale predeterminare, all'interno dello Statuto, le conseguenze della morte di uno di soci, inserendo al riguardo le clausole di continuazione o di consolidazione.

Con la clausola di continuazione con gli eredi, infatti, i soci manifestano in via preventiva il consenso al trasferimento della quota per causa di morte, precludendosi le altre due alternative (liquidazione della quota o scioglimento della società). In questo caso è anche possibile riservare ai soci superstiti la facoltà di scegliere a quale tra gli eredi offrire la proposta di continuazione, liquidando agli altri eredi una frazione del valore della quota appartenuta al socio defunto.

Invece con la clausola di consolidazione si stabilisce che la quota del socio defunto resterà senz’altro acquisita agli altri soci, mentre agli eredi sarà liquidato solo il valore della stessa e, dunque, si verificherà l'accrescimento automatico delle quote degli altri soci superstiti, in proporzione alla loro partecipazione al capitale.



La pianificazione della successione

La struttura societaria consente, dunque, l’apposizione nello Statuto di clausole idonee a regolare e/o limitare il trasferimento delle quote o delle azioni a causa di morte o per atti tra vivi, fino ad ammetterne l’intrasferibilità assoluta. E' dunque possibile disciplinare la successione mediante:

- clausole di continuazione facoltativa (ovvero diritto di continuazione in capo agli eredi): i soci superstiti sono obbligati a rivolgersi agli eredi del socio deceduto mentre gli eredi possono scegliere se continuare la società;

- clausole di continuazione obbligatoria (ovvero l'obbligo di continuazione in capo agli eredi): gli eredi sono obbligati a continuare la società, ma se non la continuano gli altri soci dovranno accontentarsi del risarcimento del danno;

- clausole di successione o di continuazione automatica: si stabilisce che l’accettazione dell’eredità comporta automaticamente l’assunzione della qualità di socio. In questo caso l’erede del socio defunto è ancor più vincolato, perché accettando l’eredità diviene automaticamente socio al posto del de cuius.

- clausole di consolidazione pure: è previstol’accrescimento della quota a favore degli altri soci superstiti senza l’obbligo di liquidare gli eredi del socio defunto. La dottrina le ritiene invalide in quanto costituiscono un patto successorio, tuttavia si può prevedere che la quota oggetto di consolidazione sia quella esistente al momento della sua introduzione e non rilevino eventuali variazioni successive e in questo caso si tratterebbe di una cessione di quota sottoposte alla condizione sospensiva della premorienza di ciascuno dei soci rispetto agli altri.

- clausole di consolidazione impure: è previstol’accrescimento della quota a favore degli altri soci superstiti, i quali sono obbligati a liquidare gli eredi del socio defunto.




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